La Borgogna in camper è stata per noi una scoperta continua: abbazie che hanno fatto la storia d’Europa, castelli medievali, città d’arte con i tetti di tegole colorate, borghi di pietra e, ovunque, filari di vigne che portano nomi famosi in tutto il mondo. In due settimane abbiamo attraversato il Mâconnais, la Côte d’Or, il cuore verde del Morvan e le colline dell’Avallonnais, entrando e uscendo dalla regione attraverso alcuni dei borghi più belli tra l’Ain e l’Isère.
In questo articolo vi raccontiamo il nostro itinerario in Borgogna in camper tappa per tappa: per ogni località trovate un po’ di storia, le cose belle da vedere e la scheda con il posto dove sostare. In fondo all’articolo trovate la mappa completa del viaggio.
🚐 Le tappe del viaggio
20 tappe in 2 settimane
Cosa sapere prima di partire
- Il paesaggio dei vigneti della Côte de Nuits e della Côte de Beaune, i cosiddetti Climats, è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 2015, insieme al centro storico di Digione e di Beaune.
- Molte soste del nostro itinerario fanno parte del circuito Camping-Car Park: si entra con la tessera del circuito, che si può fare online prima di partire o direttamente alla colonnina all’ingresso.
- Le tre tappe di inizio e fine viaggio, Pérouges, Crémieu e Morestel, non sono in Borgogna ma nella regione Auvergne-Rodano-Alpi: sono perfette per spezzare il viaggio di andata e ritorno.
- Prezzi e servizi delle aree cambiano spesso: nelle schede trovate il link per verificarli prima di partire.
1. Pérouges, il borgo medievale dei tessitori
A una trentina di chilometri da Lione, arroccata su una collina che domina la piana dell’Ain, Pérouges è una piccola città fortificata di tessitori che fu a lungo una ricca città franca del ducato di Savoia. Nel 1468 resistette all’assedio delle truppe del Delfinato, episodio ricordato ancora oggi da un’iscrizione sulla Porta d’en Haut. Con la fine della tessitura a mano il borgo si svuotò e rischiò la demolizione, finché all’inizio del Novecento un comitato di appassionati lo salvò e lo restaurò. Oggi fa parte dei Plus Beaux Villages de France ed è stato set di numerosi film in costume, tra cui I tre moschettieri.

Cosa vedere:
- la Place du Tilleul, cuore del borgo, con il tiglio piantato nel 1792 come albero della libertà;
- la chiesa-fortezza di Sainte-Marie-Madeleine del XV secolo, che era insieme luogo di culto e parte delle mura;
- le due porte, Porte d’en Haut e Porte d’en Bas, e la Rue des Rondes, che segue il giro delle antiche mura;
- il Musée du Vieux Pérouges, nella casa dei Principi, con la torre di guardia e il piccolo giardino medievale;
- e prima di ripartire non può mancare un assaggio della galette di Pérouges, la torta di pasta brioche con burro e zucchero cotta nel forno a legna.



🚐 Dove sostare
Parcheggio camper di Pérouges
📍 52 Route de la Cité, 01800 Pérouges
Parcheggio con sbarra e piazzole tra gli alberi, sotto il borgo. L’ingresso è stretto e ci sono rami bassi: attenzione con i mezzi alti. Nelle domeniche di bel tempo si riempie in fretta.
2. Mâcon, la città di Lamartine sulla Saona
Mâcon è la porta sud della Borgogna. Fu la Matisco dei Galli Edui, poi sede vescovile per oltre mille anni, e deve gran parte della sua fama al poeta e uomo politico Alphonse de Lamartine, che qui nacque nel 1790. La città si allunga sulla riva della Saona ed è il centro del vino bianco del Mâconnais, ai piedi delle colline di Pouilly-Fuissé e della famosa Roche de Solutré.

Cosa vedere:
- il Vieux Saint-Vincent, ciò che resta dell’antica cattedrale demolita dopo la Rivoluzione, con le due torri ottagonali e il portale romanico;
- la Maison de Bois, una casa in legno dei primi del Cinquecento con la facciata scolpita di figure grottesche;
- il Pont Saint-Laurent sulla Saona, di origine medievale, e la passeggiata sul lungofiume del Quai Lamartine;
- il Musée des Ursulines, in un ex convento del Seicento, con archeologia e pittura;
- a pochi chilometri, la Roche de Solutré, la rupe che domina i vigneti, da salire a piedi per un panorama bellissimo.
🚐 Dove sostare
Camping municipal de Mâcon
📍 1 Rue des Grandes Varennes, 71000 Mâcon
Campeggio comunale a nord della città, comodo per l’uscita dell’autostrada e per raggiungere il centro. Il camper service è aperto anche ai mezzi di passaggio.
3. Berzé-le-Châtel, la fortezza che proteggeva Cluny
Nel cuore del Mâconnais, a metà strada tra Mâcon e Cluny, la Forteresse de Berzé è la più grande e meglio conservata fortezza della Borgogna meridionale. Costruita tra l’XI e il XV secolo attorno a una cappella carolingia, aveva il compito di difendere la strada verso la grande abbazia di Cluny. È ancora abitata dai discendenti dei costruttori e conserva intatto il suo sistema difensivo, tanto che Ridley Scott l’ha scelta come set per il film The Last Duel.

Cosa vedere:
- le tre cinte di mura con tredici torri, tra cui due torri maestre, e il possente torrione d’ingresso;
- i giardini che si aprono in ogni cinta: frutteto, orto e giardino alla francese con siepi di bosso e tassi potati a forma di pezzi degli scacchi;
- le terrazze panoramiche sulla valle e sui vigneti, con degustazione dei vini della tenuta nella taverna in stagione;
- poco distante, a Berzé-la-Ville, la piccola Chapelle des Moines con i suoi affreschi romanici.

Per giorni e biglietti di visita consultate la pagina della Forteresse de Berzé.
🚐 Dove sostare
Parcheggio del castello di Berzé
📍 Le Château, 71960 Berzé-le-Châtel
Noi abbiamo sostato nel parcheggio del castello, che ha due posti riservati ai camper. Non ci sono servizi: arrivate con i serbatoi a posto.
4. Cluny, l’abbazia che ha cambiato l’Europa
Fondata nel 910 dal duca Guglielmo d’Aquitania, l’abbazia di Cluny divenne in pochi secoli il centro di una rete di oltre mille monasteri in tutta Europa. La sua terza chiesa, iniziata nel 1088 sotto l’abate Ugo, fu la più grande della cristianità fino alla ricostruzione di San Pietro a Roma. Dopo la Rivoluzione l’abbazia fu venduta come bene nazionale e in gran parte demolita, ma quello che resta e le ricostruzioni virtuali del museo bastano a far capire la sua grandezza.

Cosa vedere:
- i resti dell’abbazia, con il braccio sud del transetto e il campanile dell’Acqua Santa, i chiostri e il Farinier, l’antico granaio dei monaci;
- la Tour des Fromages, da cui si gode la vista migliore sull’abbazia e sui tetti della città;
- le case romaniche del centro storico, tra le più antiche di Francia;
- l’Haras national, l’allevamento di cavalli fondato da Napoleone nel 1806.



Orari e biglietti dell’abbazia sono sul sito dell’ufficio del turismo di Cluny.
🚐 Dove sostare
Aire de camping-car di Cluny
📍 Chemin Georges Malère, 71250 Cluny
Pochi posti (6) per camper fino a 8 metri, a una decina di minuti a piedi dall’abbazia. Il carico dell’acqua si trova qualche centinaio di metri più avanti, vicino al maneggio.
5. Chalon-sur-Saône, la città della fotografia
Prima di arrivare a Beaune ci siamo fermati a Chalon-sur-Saône, ed è stata una bella sorpresa. Porto fluviale già in epoca romana con il nome di Cabillonum, nel VI secolo fu di fatto la capitale del regno burgundo del re Gontrano, che qui morì. Nel Medioevo le sue fiere sulla Saona richiamavano mercanti da lontano e, più tardi, l’apertura del Canal du Centre nel 1792 ne fece un porto importante per il commercio del vino. Chalon è famosa soprattutto come città natale di Nicéphore Niépce, l’inventore della fotografia, ed è legata anche a Vivant Denon, uno dei padri del museo del Louvre.
Cosa vedere:
- la cattedrale di Saint-Vincent, costruita tra il XII e il XV secolo, con la facciata neogotica che si affaccia sulla piazza;
- le vie del centro storico, con le case a graticcio colorate, i portici e i tavolini dei bar all’aperto;
- il Musée Nicéphore Niépce, dedicato alla storia della fotografia, che conserva anche i primi apparecchi dell’inventore;
- l’Île Saint-Laurent, l’isola sulla Saona collegata al centro dal ponte, con la Tour du Doyenné e i ristoranti affacciati sul fiume.



Per orari e biglietti del museo consultate il sito dell’ufficio del turismo di Chalon-sur-Saône.
🚐 Dove sostare
Camping-Car Park Chalon-sur-Saône
📍 14 Rue Julien Leneveu, 71380 Saint-Marcel
Area del circuito Camping-Car Park alle porte di Chalon, a pochi minuti dal centro: 24 piazzole su fondo asfaltato.
6. Beaune, la capitale dei vini di Borgogna
Città fortificata dei duchi di Borgogna, Beaune è oggi la capitale dei vini della regione. Il suo simbolo è l’Hôtel-Dieu, l’ospedale per i poveri fondato nel 1443 dal cancelliere Nicolas Rolin e da sua moglie Guigone de Salins, rimasto in funzione fino al Novecento. Per mantenerlo, l’ospedale ha ricevuto nei secoli vigne in dono: da qui nasce la famosa asta di beneficenza dei vini degli Hospices, che si tiene ogni anno a novembre.

Cosa vedere:
- gli Hospices de Beaune, con i tetti di tegole verniciate a disegni geometrici, la Grande Salle dei Poveri e il polittico del Giudizio Universale di Rogier van der Weyden;
- la collegiata di Notre-Dame, con i preziosi arazzi della vita della Vergine;
- il giro dei bastioni e le vie del centro, piene di cantine e negozi di vino;
- una degustazione in una delle tante cantine storiche, scavate sotto la città;
- la Moutarderie Fallot, l’ultima senaperia artigianale indipendente della Borgogna, che si può visitare.
- l’Hôtel des Ducs de Bourgogne, l’antica residenza dei duchi con la torretta e le facciate a graticcio, che oggi ospita il Museo del Vino di Borgogna, e il cortile porticato dell’Hôtel de Ville, ricavato in un antico convento.



Per orari e biglietti degli Hospices consultate il sito ufficiale.
🚐 Dove sostare
Camper Park Beaune
📍 7 Avenue Charles de Gaulle, 21200 Beaune
Grande area con sbarra e pagamento all’uscita, a pochi minuti a piedi dagli Hospices. È la base perfetta per Beaune e per i villaggi della Côte de Beaune.
7. Nuits-Saint-Georges e la Route des Grands Crus
Piccola città tra Beaune e Digione, Nuits-Saint-Georges dà il nome alla Côte de Nuits, la fascia di colline dove nascono alcuni dei vini rossi più celebri al mondo. Abitata già in epoca gallo-romana, come raccontano i reperti del sito dei Bolards conservati nel museo cittadino, divenne nei secoli un importante centro del commercio del vino. Anche qui, come a Beaune, c’è un’asta di beneficenza degli Hospices, che si tiene ogni primavera.
Cosa vedere:
- il Beffroi, la torre campanaria seicentesca simbolo della città;
- la chiesa romanico-gotica di Saint-Symphorien, del XIII secolo;
- il Cassissium, il museo dedicato al ribes nero e alla crème de cassis, e l’Imaginarium, dedicato al crémant e ai vini spumanti;
- percorrendo la Route des Grands Crus verso Digione: lo Château du Clos de Vougeot, nato dalle vigne dei monaci cistercensi, e il villaggio di Gevrey-Chambertin.



🚐 Dove sostare
Area camper comunale di Nuits-Saint-Georges
📍 Rue de Cussigny, 21700 Nuits-Saint-Georges
Piccola area comunale (8 posti, camper fino a 8 metri) a pochi passi dal centro. Non c’è elettricità.
8. Digione, la città dei duchi di Borgogna
Tra il 1363 e il 1477 Digione fu la capitale dei duchi Valois di Borgogna, Filippo l’Ardito, Giovanni Senza Paura, Filippo il Buono e Carlo il Temerario, che governavano uno stato esteso fino alle Fiandre e che rivaleggiava con il regno di Francia. Alla morte di Carlo il Temerario la Borgogna passò alla corona francese, ma Digione restò capitale della provincia e ne conserva ancora oggi il fascino: palazzi nobiliari, case a graticcio e tetti di tegole colorate.

A noi Digione è piaciuta moltissimo, con tutte le case a graticcio che si incontrano passeggiando in centro. Tenete conto però che è in assoluto la città più visitata della Borgogna, quindi aspettatevi un po’ di gente, soprattutto nel fine settimana.

Cosa vedere:
- il Palazzo dei Duchi e degli Stati di Borgogna, che ospita il Musée des Beaux-Arts con le spettacolari tombe di Filippo l’Ardito e di Giovanni Senza Paura;
- la Tour Philippe le Bon, la torre del palazzo da cui si vede tutta la città;
- la chiesa gotica di Notre-Dame, con la facciata piena di gargoyle e, sul fianco, la piccola civetta scolpita che si accarezza con la mano sinistra esprimendo un desiderio;
- il Parcours de la Chouette, il percorso segnato da triangoli di ottone a forma di civetta sul selciato, che porta a scoprire i monumenti principali;
- la Rue des Forges e la Rue Verrerie, con le case medievali, e il mercato coperto delle Halles;
- la Cité Internationale de la Gastronomie et du Vin, nell’antico ospedale della città.




Per orari, visite e il percorso della civetta trovate tutto sul sito dell’ufficio del turismo di Digione.


🚐 Dove sostare
Camping du Lac Kir
📍 3 Boulevard Chanoine Kir, 21000 Dijon
Campeggio in riva al lago Kir con un’area per camper davanti all’ingresso. Attenzione al ponte basso (3 metri) sulla strada di accesso: alcuni navigatori ci passano sotto. Il campeggio è collegato al centro da una comodissima pista ciclabile, e la fermata del bus per il centro è vicino all’ingresso.
9. Nolay, il borgo di Lazare Carnot
Ai piedi delle falesie che chiudono a ovest la Côte de Beaune, Nolay è un borgo di case di pietra e a graticcio che ha dato i natali nel 1753 a Lazare Carnot, matematico e uomo politico della Rivoluzione, ricordato come “l’organizzatore della vittoria”. La sua statua domina la piazza principale. Lungo la strada da Beaune merita una sosta anche lo scenografico Château de La Rochepot, con i tetti di tegole colorate.
Cosa vedere:
- la halle trecentesca, il mercato coperto con la struttura in legno di quercia e il tetto in lose di pietra;
- la chiesa di Saint-Martin, con il campanile e il suo jacquemart, l’automa che batte le ore;
- la casa natale di Carnot e le vie del centro con le case a graticcio;
- nei dintorni, il Cirque du Bout du Monde, un anfiteatro di roccia con una cascata, e le falesie di Cormot, meta di arrampicatori ed escursionisti.


🚐 Dove sostare
Area camper di Nolay
📍 Avenue de la Liberté, 21340 Nolay
Grande area comunale a pochi passi dal centro. I gettoni per acqua ed elettricità si comprano all’ufficio del turismo e alla Maison de la Presse del paese.
10. Sully, il castello rinascimentale dei Mac-Mahon
Nella valle della Drée, tra Nolay e Autun, sorge il Château de Sully, una delle più belle dimore rinascimentali della Borgogna. Nato come fortezza medievale circondata da un fossato, fu acquistato nel 1515 dalla famiglia de Saulx-Tavannes, che a partire dalla metà del Cinquecento lo trasformò nell’elegante castello che vediamo oggi. Nel Settecento passò per matrimonio ai Mac-Mahon: qui nacque nel 1808 il maresciallo Patrice de Mac-Mahon, presidente della Repubblica francese dal 1873, e i suoi discendenti abitano ancora il castello.

Noi siamo arrivati per puro caso durante la rievocazione medievale e abbiamo trovato il castello in festa, con stand di cibo e bevande e un’atmosfera allegrissima. La sera c’è stato anche uno spettacolo con musica e fuochi d’artificio sul castello. Bellissimo! Se state organizzando il viaggio, controllate sul sito del castello se in quei giorni sono in programma eventi.

Cosa vedere:
- il cortile d’onore rinascimentale e le facciate che si specchiano nel fossato;
- gli interni arredati, con mobili, quadri, arazzi e ricordi di famiglia;
- il parco, ridisegnato nel Novecento dal paesaggista Achille Duchêne, con gli aranci in vaso, l’orto in permacultura, la ghiacciaia e la cappella.
Gli interni si visitano con la visita guidata, che è solo in francese: a chi parla altre lingue viene consegnato un foglio con la spiegazione stanza per stanza, così si segue lo stesso senza problemi. Per date di apertura e biglietti consultate il sito ufficiale del castello. Il castello ha un parcheggio per i visitatori; per la notte potete tornare a Nolay oppure proseguire verso Autun, a una ventina di chilometri.
11. Autun, la “sorella e rivale di Roma”
Fondata sotto l’imperatore Augusto con il nome di Augustodunum, Autun era una delle città più importanti della Gallia romana, tanto da essere chiamata “sorella e rivale di Roma”. Delle mura romane restano due porte monumentali e alcuni tratti, e il teatro era tra i più grandi della Gallia. Nel Medioevo la città divenne un grande centro religioso: la sua cattedrale romanica conserva uno dei capolavori della scultura medievale europea.

Cosa vedere:
- la cattedrale di Saint-Lazare, con il timpano del Giudizio Universale firmato dallo scultore Gislebertus e i capitelli romanici;
- il Musée Rolin, che custodisce la celebre Tentazione di Eva, sempre di Gislebertus;
- il teatro romano e le porte romane di Arroux e Saint-André;
- il misterioso Tempio di Giano, nella campagna appena fuori città, e la piramide della Pierre de Couhard;
- la passeggiata sui bastioni medievali, da cui si vede tutta la città.
🚐 Dove sostare
Camping-Car Park Autun
📍 Rue de la Maladière, 71400 Autun
Area sul bordo del laghetto del Vallon, a circa un chilometro dal centro, con accesso alla Voie Verte per chi viaggia con le bici.

12. Lormes, la porta del Morvan
Lasciata Autun si entra nel Parco Naturale Regionale del Morvan, un altopiano di granito coperto di boschi, laghi e pascoli che sembra lontanissimo dalle colline dei vigneti. Lormes è uno dei borghi di carattere del parco, cresciuto attorno a un antico castello di cui resta una cappella del XII secolo. Durante la Seconda guerra mondiale il Morvan fu terra di partigiani, e anche Lormes ne porta i segni: nel giugno 1944 il paese subì la rappresaglia delle truppe tedesche.
Cosa vedere:
- il Mont de la Justice, a 470 metri, con le tavole di orientamento e il panorama sulle cime del Morvan;
- la chiesa di Saint-Alban, sulla collina che domina il paese;
- il quartiere fiorito del vecchio castello e quello dei mulini, che si affaccia sulle Gorges de Narvau;
- l’Étang du Goulot, il lago per un bagno, la pesca o una passeggiata.
La cosa che ci è piaciuta di più sono state le Gorges de Narvau, che abbiamo visitato a piedi. Sono una piccola gola selvaggia nascosta nel bosco proprio sotto il paese, sito naturale protetto dal 1999: il torrente scende saltando tra grandi massi di granito coperti di muschio, forma piccole cascate e pozze e si attraversa su passerelle di legno, in un’atmosfera fresca e un po’ fiabesca. Il sentiero è segnalato dal centro di Lormes e il tratto delle gole è breve; chi ha voglia di camminare può fare l’anello completo di circa 8,5 km che risale fino al Mont de la Justice. Dopo la pioggia il fondo è fangoso e le rocce scivolose, quindi servono scarpe da trekking. All’ufficio del turismo trovate gratuitamente la cartina del percorso.


🚐 Dove sostare
Parcheggio nel verde vicino al lago
📍 Vicino all’Étang du Goulot, 58140 Lormes
Il parcheggio che abbiamo usato noi: tranquillo e immerso nel verde vicino al lago, comodo per visitare il paese e le Gorges de Narvau. Da usare solo per il tempo della visita, non ci sono servizi.

13. Vézelay, la collina eterna
Su una collina che domina la valle della Cure, Vézelay è uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Francia. Nel Medioevo la sua abbazia diceva di custodire le reliquie di Maria Maddalena e attirava pellegrini da tutta Europa; qui nel 1146 san Bernardo di Chiaravalle predicò la seconda crociata, e da qui ancora oggi parte una delle vie del Cammino di Santiago. La basilica e la collina sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1979.
Cosa vedere:
- la Basilica di Sainte-Marie-Madeleine, capolavoro del romanico, con il grande timpano scolpito del nartece e la navata ad archi bianchi e grigi; nel giorno del solstizio d’estate, a mezzogiorno, la luce disegna un percorso di macchie luminose al centro della navata;
- la salita lungo la Grande Rue, con le case di pietra, le gallerie d’arte e le botteghe;
- la terrazza dietro la basilica, con la vista sulla valle e sulle colline del Morvan;
- ai piedi della collina, il villaggio di Saint-Père con la sua chiesa gotica.



🚐 Dove sostare
Camping-Car Park Saint-Père (Vézelay)
📍 La Corvée du Maupas, 89450 Saint-Père
Area tranquilla nel villaggio ai piedi della collina, con negozi a pochi passi. Da qui si sale a Vézelay a piedi o in bici, oppure si raggiunge il parcheggio dei pullman in cima alla collina.
14. Avallon, la città sulla rupe
Costruita su uno sperone di granito sopra la valle del Cousin, Avallon era una tappa della Via Agrippa, la strada romana che univa Lione alla Manica. La posizione strategica ne fece nel Medioevo una piazzaforte dei duchi di Borgogna, circondata da mura e torri che ancora oggi abbracciano il centro storico.

Cosa vedere:
- la collegiata di Saint-Lazare, romanica, del XII secolo, con i portali scolpiti;
- la Tour de l’Horloge, la torre quattrocentesca che fa da porta alla Grande Rue;
- il giro dei bastioni, con le terrazze affacciate sui giardini e sulla valle del Cousin;
- il Musée de l’Avallonnais, con reperti gallo-romani e medievali;
- una passeggiata o un giro in bici lungo la valle del Cousin, fresca e boscosa.
🚐 Dove sostare
Camping municipal Sous Roche
📍 3 Rue Sous Roche, 89200 Avallon
Campeggio nel verde della valle del Cousin, aperto da aprile a metà ottobre. Il centro è a circa 1,2 km, con un sentiero a tratti ripido.
🚐 Dove sostare
Parcheggio per la visita veloce di Avallon
📍 Avallon, 89200
Per una visita veloce del borgo noi abbiamo parcheggiato qui: sono stalli da auto, senza servizi, adatti solo per il tempo della visita.
15. Saulieu, la tappa dei golosi
Sull’antica strada romana e poi sulla grande strada da Parigi a Lione, Saulieu è stata per secoli una tappa di posta dove ci si fermava a cambiare i cavalli e a mangiare bene: anche Madame de Sévigné vi sostò nel 1677. Questa vocazione è rimasta: il paese è famoso per la sua cucina, legata ai nomi di Alexandre Dumaine e di Bernard Loiseau, e per la carne di manzo charolais. Saulieu è anche la città natale dello scultore animalista François Pompon, nato qui nel 1855.


Cosa vedere:
- la basilica di Saint-Andoche, del XII secolo, con i bellissimi capitelli romanici scolpiti;
- il Musée François Pompon, con una grande raccolta di sculture dell’artista, famoso per il suo Orso bianco, e sale sulla vita e le tradizioni del Morvan;
- il grande toro di bronzo di Pompon, che accoglie chi arriva in paese;
- e naturalmente una sosta golosa in uno dei ristoranti o nelle botteghe del centro.
🚐 Dove sostare
Camping de Saulieu
📍 Route de Paris, 21210 Saulieu
Campeggio alle porte del paese, con i negozi del centro a pochi minuti. Aperto indicativamente da metà marzo a metà ottobre.
16. Montsauche-les-Settons e il Lac des Settons
Nel cuore del Morvan, il Lac des Settons è un lago artificiale di 366 ettari nato dalla diga costruita tra il 1854 e il 1858. Serviva a regolare le acque dello Yonne per la fluitazione del legname: i tronchi tagliati nei boschi del Morvan venivano lasciati scendere lungo i fiumi fino a Parigi, che ne aveva bisogno per scaldarsi. L’attività finì nel 1924, quando il carbone sostituì il legno, e il lago divenne un luogo di vacanza. Il paese di Montsauche, centro della Resistenza nel Morvan, fu incendiato per rappresaglia nel giugno 1944 e ricostruito negli anni Cinquanta.

Cosa vedere:
- il giro del lago, un anello di circa 14 km da fare a piedi o in bici tra boschi di pini e spiagge;
- la diga in blocchi di granito, lunga 267 metri;
- le spiagge per un bagno in estate e le attività sull’acqua: vela, canoa e paddle;
- a pochi chilometri, la cascata del Saut de Gouloux.



🚐 Dove sostare
Camping-Car Park Montsauche-les-Settons
📍 Grand Pré de la Faye, 58230 Montsauche-les-Settons
41 piazzole sulla riva del lago, per camper fino a 8 metri. Una delle soste più belle di tutto il viaggio, soprattutto al tramonto.
17. Volnay, il villaggio del pinot nero
Tornati verso la Côte de Beaune, Volnay è un piccolo villaggio arrampicato sulla collina, circondato da vigneti a perdita d’occhio. Il nome sembra derivare da una divinità celtica delle sorgenti. I suoi vini rossi erano già amati dai duchi di Borgogna e dalla corte di Francia, e alla fine del Trecento Filippo l’Ardito vietò in queste terre il vitigno gamay, considerato di scarsa qualità, a favore del pinot nero, che ancora oggi è l’unico vitigno dei rossi di Volnay.

Cosa vedere:
- la chiesa di Saint-Cyr-et-Sainte-Julitte, del XIV secolo, che domina il villaggio;
- il belvedere sopra il paese, con la vista sui vigneti della Côte de Beaune;
- una passeggiata tra i filari dei Climats, le parcelle di vigna che sono Patrimonio UNESCO, fino a Pommard o a Meursault;
- una degustazione in uno dei domaine del paese.
🚐 Dove sostare
Sosta tra le vigne di Volnay (alternativa)
📍 Tra i vigneti, 21190 Volnay
Noi abbiamo sostato qui, in mezzo alle vigne, con una vista panoramica bellissima sui filari dei Climats Patrimonio UNESCO. Non ci sono servizi: per carico e scarico potete appoggiarvi al campeggio di Meursault.

18. Meursault, il castello dei vini bianchi
Se Volnay è il regno del rosso, Meursault è quello dei grandi bianchi di chardonnay. Il paese è dominato dall’antico castello fortificato costruito nel 1337 e smantellato nel 1474, che oggi ospita il municipio: il tetto di tegole verniciate è stato aggiunto nell’Ottocento. Qui sono state girate alcune scene del film La grande vadrouille, e ogni anno a novembre Meursault chiude le “Trois Glorieuses” con la Paulée, un grande banchetto in cui ogni vignaiolo porta le sue bottiglie migliori.

Cosa vedere:
- l’Hôtel de Ville, con il suo tetto colorato;
- la chiesa di Saint-Nicolas, con l’alta guglia gotica che si vede da lontano tra le vigne;
- le grandi cantine del Château de Meursault, una delle tenute storiche della Côte de Beaune;
- le vie del paese, piene di domaine dove fermarsi per un assaggio.
🚐 Dove sostare
Camping Huttopia Meursault (per Volnay e Meursault)
📍 Route de Volnay, 21190 Meursault
Campeggio tra le vigne, a metà strada tra Volnay e Meursault: il centro di Meursault è a circa 10 minuti a piedi. Aperto da aprile all’inizio di novembre.
19. Crémieu, la città medievale del Delfinato
Lasciata la Borgogna, sulla strada di casa ci siamo fermati nel nord dell’Isère. Crémieu nacque nel XII secolo attorno a un priorato benedettino e crebbe sotto la protezione del castello dei Delfini, i signori del Delfinato. Grazie alla sua posizione tra il Delfinato, la Savoia e la strada per l’Italia divenne un ricco centro di potere e di commercio, circondato da mura e porte fortificate. Oggi conta ben 21 edifici tutelati come monumenti storici.

Cosa vedere:
- la halle del 1434, il mercato coperto con l’imponente struttura di quercia e il tetto di lose di pietra;
- il convento degli Agostiniani, con il chiostro, la sala capitolare e l’organo del 1785, il più antico dell’Isère;
- le porte fortificate e i resti delle mura;
- la salita alla collina di Saint-Laurent, con i resti del castello delfinale e la vista sui tetti.

🚐 Dove sostare
Area di servizio di Crémieu
📍 Rue du 19 Mars 1962, 38460 Crémieu
Parcheggio condiviso con le auto, vicino alla gendarmeria e al centro storico, con camper service per acqua e scarico.
20. Morestel, la città dei pittori
Ultima tappa del viaggio, Morestel è un borgo arroccato attorno a una torre medievale, nella zona chiamata Balcons du Dauphiné. Nella seconda metà dell’Ottocento la sua luce e i suoi paesaggi attirarono diversi pittori, primo fra tutti Auguste Ravier, precursore dell’Impressionismo, che vi trascorse gli ultimi 28 anni della sua vita: da allora Morestel è conosciuta come la “città dei pittori”.


Cosa vedere:
- la torre medievale, unico resto del castello smantellato nel 1575, con esposizioni d’arte e una terrazza panoramica a 360 gradi;
- la Maison Ravier, la dimora settecentesca del pittore, oggi museo, con la terrazza affacciata sulle montagne del Vercors, della Chartreuse e di Belledonne;
- la chiesa di Saint-Symphorien, con le vetrate contemporanee;
- le viuzze del borgo vecchio, le sue otto fontane, la Porte Murine e il lavatoio dipinto da Ravier.
🚐 Dove sostare
Area camper di Morestel
📍 D33D, 38510 Morestel
Piccola area comunale (6 posti) vicino a uno stagno, a una decina di minuti a piedi dal centro. Portate il vostro tubo per l’acqua; in inverno l’acqua viene chiusa.
La mappa del nostro itinerario in Borgogna
Due settimane in Borgogna ci hanno lasciato la voglia di tornare: per vedere i vigneti nei colori dell’autunno, per rifare con calma il giro del Morvan e per assaggiare tutto quello che non siamo riusciti ad assaggiare. Se state organizzando il vostro viaggio e avete domande, scriveteci nei commenti!
Al prossimo viaggio
Veronica 🦋



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